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La Signora

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Processo alla Monaca di Monza

testo e regia di
Paolo Ciotti


Il dramma è basato sulla vicenda realmente accaduta di Maria Virginia De Leyva che da Manzoni nei Promessi Sposi è stata resa nota come la “monaca di Monza”. Il testo scritto si rifà agli atti del processo istituito contro di lei e il suo amante Gio. Paolo Osio agli inizi del 1600 nel Ducato di Milano. L’ambientazione è una reinterpretazione onirica del tribunale che indaga e interroga la monaca in questione ed altre sue pari sulle vicende accadute intorno alla prima presunta e poi provata storia d’amore tra M. Virginia e Gio. Paolo. La struttura processuale quindi viene drammaturgicamente a sostegno nella narrazione della passione che nasce tra i due protagonisti. Questo frame ha a sua volta elementi di vivida umanità nelle figure grottesche del Vicario e del Notaio che, diametralmente opposti, incarnano le due contrastanti posizioni di giudizio che il caso può suscitare in chi ne viene a conoscenza, oltrechè due modelli, emblematici simboli di una società, quella del ‘600, mentalmente chiusa e china al cospetto di figure gerarchiche e spauracchi di carattere più o meno religioso. Un’ulteriore vena di autenticità popolare è fornita dalle suore del monastero che vengono chiamate di volta in volta a deporre sull’accaduto. Oltre che fornire informazioni utili a definire il quadro della storia, esse dipingono a chiare pennellate il contesto, quello monacale, che potremmo definire esemplare di una situazione generalizzata. Le monache che si trovavano nei conventi e nei monasteri in quel periodo, non erano tutte mosse da fervente vocazione religiosa, ma piuttosto da disegni dinastici o macchinazioni lucrose delle famiglie di provenienza che le rendevano continuamente inquiete e soggette al rischio di ogni possibile distrazione dai voti imposti. Come si evince dai documenti, la stessa Maria Virginia fu vittima di un padre che, accecato da un’eredità, non esitò a condannare la figlia a una vita di clausura forzata. Vittima quindi, oltrechè carnefice, Maria Virginia diventa eroina di una storia d’amore. Quell’amore irrazionale che la lega sensualmente a Gio. Paolo sarà per lei rovina e distruzione a livello fisico e psicologico. Due figli concepiti, di cui uno abortito, testimoni uccisi, sensi di colpa e malefici magici evocati; questi gli elementi in cui nasce, cresce e imperterrito resiste questo amore folle che la monda dai suoi peccati e ce la restituisce grande, forte e pulita. Di diverso avviso il tribunale che la condanna, e nel finale del dramma è riportata la sentenza tratta dagli atti, a essere murata viva.



foto di scena
PHOTOS Corrado Frullani














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