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SPETTACOLI
del Sacro e del Profano
di Paola Dejaco e Francesca Messinese
regia di
Paolo Ciotti
con
Michela Cioni
Paolo Ciotti
Alessio Ferruzzi
Francesca Messinese
e con
Marta Farina
Giovanni Zigliotto
Rebecca Zigliotto
Esiste un territorio oscuro, mai del tutto conosciuto. Una terra di confine, persa nella linea dell'orizzonte primordiale.
Riconoscersi nell'altro è una necessità ancestrale.
Comunicare. Comunicare.
Strade, ponti...mattone su mattone.
La fabbrica dei mattoni. Allegoria della fisica. Allegoria della metafisica. Allegoria della vita come teatro e del teatro come vita.
L'uomo come fabbrica dei sogni. L'uomo costruttore dell'ideale, dell'immaginario, della fiction degli dei e dei diavoli.
Informare. Deformare.
L'uomo architetto di un progetto sovrumano che lo annulla nell'idea divina e lo aliena nella percezione di se stesso.
Comunicare. Scomunicare.
Lo spettacolo è suddiviso in 2 atti unici. Allegoria del Sacro e Allegoria del Profano.
Allegoria del Sacro (Allegoria) di Paola Dejaco edito da Pedrazzi Editore è un punto di vista diverso sui dogmi del cristianesimo.
Un passaggio dissacrante e veloce, su tematiche attualissime. Un'opera dalla forte carnalità, che fa riflettere e mette in discussione i punti cardine della religiosità.
Nella messa in scena la regia si spinge in un dilà che si specchia. Un dilà che inorridisce. Da creatore a creatura e viceversa.
Un caleidoscopico susseguirsi di interrogativi che poi tornano ad un unico pesante nodo: Dio ha creato l'uomo o l'Uomo ha creato dio?
Risposte noj sembrano esserci. Ma è poi così importante rispondersi? O è solo un problema di comunicazione?
Nel dubbio sai che faccio? ... Non vedo, non parlo, non sento! Come le tre scimmiette.
Allegoria del Profano (Ascisse e Disordinate) di Francesca Messinese è un testo inedito. Una dinamica di comunicazione quotidiana prende il sopravvento. Il telefono...la tua voce, diceva una pubblicità negli anni '80.
Il telefono...la tua mente, aggiungiamo. Tant'è che da oggetto si trasforma in personaggio. E imbriglia nei vorticosi nodi dei suoi cavi (onde se vogliamo pensare ala telefonia mobile) i nostri personaggi del nulla.
nell'ironia scanzonata e canzonata (molte le citazioni musicali) fluttuano leggeri e divertenti questi caratteri condannati al moto perpetuo dell'ego e delle passioni, motore inesauribile nella storia dell'umanità.
E là. In questa zona sempre in ombra. là si consuma la tragedia degli Ignari.
Comunicazione? Alterazione della percezione di se stessi? Alterazione di coscienza?
Altri interrogativi per le tre scimmiette. Ah già...ma se non vedo, non parlo e non sento?
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